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GPS antifurto per gommone e tender: la guida completa

Foto di Redazione Moon GPS Nautica

Redazione Moon GPS Nautica

Tecnici e installatori GPS con esperienza pluriennale nella nautica italiana.

📅 Aggiornato il ⏱ Lettura 9 min

In breve: se hai un gommone, hai il tipo di imbarcazione che in Italia sparisce più spesso. Qui trovi i tre modi documentati in cui i RIB e i tender vengono portati via, dove si installa un tracker su un gommone e cosa fare nel caso più frequente di tutti — quello in cui a bordo non c’è impianto elettrico.

  • Si rubano soprattutto imbarcazioni sotto i 10 metri: sono quelle senza obbligo di immatricolazione.
  • Il furto avviene in acqua, ma anche a terra sul carrello e in rimessaggio.
  • Su un gommone il problema non è nascondere il tracker: è alimentarlo.
  • IP69K copre i lavaggi in pressione, non l’immersione: la posizione di montaggio conta.
  • Scafo e motore possono sparire separatamente, e vanno pensati separatamente.

Il bersaglio più colpito

Un gommone concentra molto valore in pochi metri e poche decine di chili. Si carica su un carrello, si traina, si rivende. E soprattutto, se è sotto i 10 metri, non ha obbligo di iscrizione a un registro: nessuna targa, nessuna licenza, nessun archivio che ne segua il passaggio di proprietà.

Questa è la differenza sostanziale con un’auto. Quando sparisce un’auto, esiste un identificativo che gira nei sistemi di ricerca. Quando sparisce un gommone, spesso l’unico identificativo è un numero di serie che il proprietario non ha mai annotato. Il paper europeo pubblicato nel 2023 dalla Rete europea di prevenzione della criminalità con EMPACT segnala proprio questo: si rubano soprattutto unità sotto i 10 metri, e l’identificazione è il collo di bottiglia che rende difficile restituire ciò che pure viene ritrovato.

Il quadro completo, con tutte le fonti e i casi verificati uno per uno, è nell’articolo sulle statistiche dei furti di barche in Italia.

I tre modi in cui spariscono

In acqua, dall’ormeggio. A Marina di Ragusa, nell’agosto 2026, i ladri sono arrivati a nuoto dal mare: le telecamere li hanno ripresi, due gommoni sono stati portati via — poi recuperati dai proprietari, uno fino a Portopalo — mentre un terzo, assicurato con una catena, ha resistito. È un dettaglio che vale più di molti discorsi: nella stessa notte, nello stesso porto, la catena ha fatto la differenza.

A terra, con il carrello. È lo scenario che gli armatori sottovalutano di più. Al Marina di Brindisi, nell’aprile 2026, un carrello con gommone e fuoribordo è stato portato via in due minuti, dalle 2:06 alle 2:08, nonostante vigilanza continua e telecamere. Il paper europeo conferma che rimessaggi, cantieri e carrelli in cortile sono ambienti tipici quanto i porti.

Il tender lasciato in acqua. Nel Golfo di Napoli è diventata una specialità stagionale, con decine di episodi documentati dalla stampa locale nell’estate 2024 e diversi recuperi della Guardia di Finanza nei giorni successivi.

Il denominatore comune è il tempo: si tratta di minuti. Nessuna difesa passiva regge a un tempo così breve — quello che cambia il risultato è sapere subito che sta accadendo, e sapere dove.

Dove si installa su un gommone

Un gommone ha meno nascondigli di una barca cabinata, ma quelli che ha funzionano bene.

Il gavone di prua è la posizione più usata: capiente, chiuso, non immediatamente accessibile. Il dispositivo va fissato in alto sulla paratia, non appoggiato sul fondo: nel gavone di un gommone l’acqua entra e ristagna, e il grado IP69K dichiarato per l’FTC961 riguarda i getti in pressione, non l’immersione prolungata.

L’intercapedine della consolle, sui RIB che ne hanno una, è l’alternativa: comoda perché lì passa già l’impianto elettrico. Anche qui vale la regola dell’etichetta rivolta verso l’alto, perché l’antenna GNSS è interna e sta da quel lato.

Da evitare: sotto il piano di calpestio, dove si raccoglie l’acqua; a contatto diretto con il tubolare, che si deforma; e qualunque posizione raggiungibile in dieci secondi da chi sale a bordo. I criteri completi sono nel tutorial di installazione.

Se non c’è impianto elettrico

Questo è il vero problema dei gommoni, e chi vende tracker tende a non affrontarlo. Un tracker cablato ha bisogno di corrente. Su un RIB con consolle, batteria e avviamento elettrico non c’è alcuna difficoltà: l’FTC961 accetta da 10 a 90 V DC e si collega come su qualsiasi altra imbarcazione. Ma moltissimi gommoni hanno un fuoribordo ad avviamento a strappo e nessun impianto a bordo.

In quel caso le strade sono due, e hanno costi e limiti diversi.

Una batteria di servizio dedicata. Si installa una piccola batteria destinata solo al tracker, con il vantaggio di mantenere tutte le funzioni del dispositivo cablato — allarme di scollegamento compreso — e lo svantaggio di dover essere ricaricata periodicamente. Su un gommone usato con regolarità è la soluzione che consigliamo.

Un dispositivo autonomo a batteria. Non richiede impianto, ma per durare mesi deve aggiornare la posizione molto di rado: significa che in caso di furto la traccia è molto meno fitta. È un compromesso accettabile per un gommone che resta fermo a lungo, meno per uno che si muove.

Non c’è una risposta valida per tutti: dipende da come usi il gommone e da dove lo tieni. È la ragione per cui il sopralluogo lo facciamo prima di proporti un prodotto, non dopo.

Il caso del tender

Il tender di uno yacht ha un profilo di rischio tutto suo: viene calato la sera, lasciato in acqua per la notte, e spesso nessuno lo guarda fino al mattino. È esattamente la finestra in cui sparisce, e nel Golfo di Napoli è un fenomeno documentato ogni estate.

Per il tender l’allarme che conta più di tutti è il geofence stretto: un recinto virtuale di poche decine di metri intorno alla posizione dell’unità madre, che notifica appena il tender se ne allontana. Un allarme di movimento generico, su un tender in acqua che oscilla, genererebbe falsi positivi tutta la notte.

Il vincolo pratico è di nuovo l’alimentazione: molti tender non hanno impianto, e valgono le due opzioni della sezione precedente.

Cosa funziona davvero

Vale per il gommone quello che vale per tutto il resto della nautica: le difese si sommano, non si sostituiscono.

Prima si ostacola. Una catena passata attraverso un anello di fissaggio e un punto fisso della banchina, o del carrello, è la difesa più economica che esista — e a Marina di Ragusa è quella che ha salvato il terzo gommone. Per i RIB su carrello, un blocco del timone del rimorchio aggiunge minuti preziosi.

Poi si identifica. Annota il numero di serie del gommone e quello del motore, fotografali, conserva le fatture. Tienili a casa, non a bordo. È l’unico modo per rendere il tuo gommone distinguibile da mille altri identici.

Infine si traccia. Il GPS non impedisce il furto: ti avvisa mentre accade e ti dà una posizione da passare al 112. Nei casi italiani documentati i recuperi sono avvenuti a pochi chilometri e nei primi giorni — la finestra in cui un tracker cambia l’esito.

Se vuoi capire quale soluzione ha senso per il tuo gommone, il sopralluogo è gratuito: verifichiamo l’impianto, le posizioni possibili e ti diciamo anche se, nel tuo caso, conviene una catena prima di un tracker. Operiamo in Liguria, Sardegna settentrionale e Costa Smeralda, Sicilia e Toscana.

Scrivici dalla pagina contatti.

FAQ

Domande frequenti

Perché i gommoni vengono rubati più delle altre imbarcazioni?
Perché sommano tutti i fattori che rendono un furto conveniente: valore alto concentrato in poco spazio, peso trasportabile, nessun obbligo di immatricolazione sotto i 10 metri, e un mercato dell’usato in cui un RIB senza documenti si vende senza troppe domande. Il paper europeo EUCPN del 2023 rileva che si rubano soprattutto imbarcazioni sotto i 10 metri.
Dove si nasconde un GPS su un gommone?
Le posizioni più usate sono il gavone di prua, fissato in alto sulla paratia, e l’intercapedine della consolle sui RIB che ce l’hanno. I criteri sono tre: non deve essere raggiungibile in pochi secondi da chi sale a bordo, deve avere l’etichetta rivolta verso l’alto perché lì sta l’antenna, e non deve stare sul fondo del gavone dove l’acqua ristagna.
Il mio gommone non ha batteria: posso comunque metterci un GPS?
Un tracker cablato ha bisogno di una fonte di alimentazione. Se il gommone ha solo un fuoribordo ad avviamento a strappo, le strade sono due: installare una piccola batteria di servizio dedicata, oppure usare un dispositivo autonomo a batteria, che però aggiorna la posizione molto meno spesso e va ricaricato. È la prima cosa che verifichiamo nel sopralluogo.
Funziona se il gommone è su un carrello in rimessaggio?
Sì, e anzi è uno dei momenti in cui serve di più: il paper europeo segnala che una quota rilevante di furti avviene a terra, nei rimessaggi e sui carrelli. Se il dispositivo è alimentato dalla batteria di bordo continua a funzionare anche a secco, e un geofence intorno all’area di rimessaggio segnala lo spostamento del carrello.
Il tracker resiste agli spruzzi e ai lavaggi?
Il Teltonika FTC961 dichiara il grado IP69K, che è quello dei getti ad alta pressione e vapore: copre il lavaggio in banchina con l’idropulitrice, che su un gommone è frequente. Attenzione però: IP69K non è una garanzia di tenuta all’immersione, che è una prova diversa e che il produttore non dichiara. Per questo va fissato in alto, non sul fondo del gavone.
Che differenza c’è tra proteggere il gommone e proteggere il motore?
Sono due beni che possono sparire separatamente, e spesso succede proprio così. Se il tracker è installato sullo scafo e i ladri portano via solo il fuoribordo, il dispositivo resta con il gommone e non segue il motore. Nelle installazioni su RIB con motore di valore importante valutiamo insieme dove conviene metterlo, o se ha senso proteggerli entrambi.

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